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venerdì, settembre 19, 2008
Hit Parade - 3°
Andrews Sisters
-Mr. Sandman -
"Ci porti fuori, mr. Sulu"
Se, come me, siete fans di Star Trek, non ho alcun bisogno di presentarvi George Takei.
Nei panni di Hikaru Sulu, è stato il timoniere della gloriosa nave stellare Enterprise fin dai suoi esordi televisivi, nel lontano 1965, rimanendo nel cuore degli appassionati vecchi e nuovi della saga. Di recente è ritornato a farsi vedere sul piccolo schermo in un'altra seguitissima serie, Heroes, in cui interpreta il padre di uno dei protagonisti. Ma ancora più recente è la notizia che, all' età di 71 anni, George ha finalmente pronunciato il fatidico si, convolando a nozze una settimana fa, dopo un fidanzamento lungo 21 anni. Un' attesa, la sua, dettata non da particolari ritrosie alla fede nuziale né tantomeno da dubbi sui propri o altrui sentimenti, ma semplicemente dalle leggi californiane, finora contrarie ai matrimoni omosessuali. E già, perchè a sposare Takei è stato il suo agente, Brad Altman, con una cerimonia buddista nel Japanese American National Museum. Presenti alla cerimonia anche la damigella Nichelle Nichols, mitica tenente Uhura, e il testimone Walter Koenig, alias mr. Chekov. Takei, il quale già da diversi anni aveva fatto coming out, è un fervido attivista per i diritti umani, forse anche in virtù del fatto che è stato uno dei 120.000 nippo-americani a patire ingiustamente il carcere durante la seconda guerra mondiale, episodio poco conosciuto che resta una delle pagine più nere degli esportatori di democrazia statunitensi.
Che però, in tema di diritti sulle coppie di fatto, sono avanti anni luce rispetto a noi.
E allora ci porti fuori, mr. Sulu, ci porti fuori ma faccia in fretta.
Non c'è più molto tempo.
sabato, settembre 13, 2008
Hit Parade - 4°
America - A Horse With
No Name
Hanno detto che mi sono dato all' alcool. Oppure che sono stato intento a puttaneggiare in qualche nemmeno tanto recondita via tra Soho e Japigia. C' è chi giura e spergiura di avermi visto perdere somme considerevoli in un casinò di terz'ordine in Montenegro. Qualcuno mormora che per colpa mia un paio di aerei hanno rischiato di non decollare.Vabbè, ciò che è stato è stato, basta non prendere sul serio tutto ciò che si dice su di me e il gioco è fatto...
E a proposito di serietà, da questo blog, apprendo che finalmente è partita a Bari l'indagine sull'associazione Il Sentiero Sacro., presunta psyco-setta che grazie al suo discusso metodo Arkeon. avrebbe plagiato numerose persone che ad essa si erano rivolte per problemi spirituali, affettivi, matrimoniali o perchè psicologicamente prostrate da mali incurabili quali AIDS o tumori. Così, dopo averne favorito l'ingresso, i "maestri" avrebbero reso i seminari sempre più costosi (fino a 15.000 euro), sottoponendo i propri adepti a vessazioni psicologiche ma anche fisiche, secondo quanto raccontato dalle vittime. Sedute volte alla spersonalizzazione, durante le quali i malcapitati sarebbero stati indotti a credere di aver subito violenza da bambini, ragazzini costretti ad assistere a scene non certo edificanti, quali ad esempio osservare la propria madre picchiare il convivente, esercizi con i quali si imponeva agli adepti di travestirsi e chiedere l'elemosina. Insomma, le accuse sono tante e, se venissero accertate, l'associazione e il suo presidente, il 57enne Vito Carlo Moccia, rischierebbero davvero grosso.
In attesa di novità, a sud niente di serio.
sabato, maggio 10, 2008
Hit Parade - 5°
The Eagles-Hotel California
Post dedicato al compianto barone Ashura.
Che se magari avesse conquistato la terra...
Chissà se non sarebbe stata un luogo migliore!
Non sono mai stato una gran divoratore di cartoni animati.
Ahimè, a nove anni preferivo leggere Omero o Stevenson e giocare a biglie, piuttosto che guardare le televisione come un normale bambino degli anni '80 avrebbe dovuto fare.  Ed è per questo motivo, quindi, che oggi la mia nostalgia in tema di anime giapponesi (come dice mio nipote, è da somari chiamarli cartoni animati) è limitata a 3 o 4 titoli facilmente, peraltro, reperibili. All' epoca, infatti, impazzivo per i Mazinga, litigando con mia sorella, la quale non aveva occhi se non per Candy Candy e per quell' allucinante concentrato di inutile nullità colorata, chiamato Iridella, a tutt' oggi secondo me il cart... ehm... l'anime più brutto mai apparso sugli schermi.
E se per un maschietto era normale, a quell' età, appassionarsi ai robot giapponesi, non era altrettanto normale fare un tifo spudorato ed accanito per i cattivi di turno, nella palpitante speranza che distruggessero una volta per tutte quell' odiosissimo automa bianco e nero. I vari nemici dei 2 Mazinga, per me, erano di gran lunga più interessanti e divertenti della noiosa combriccola dei buoni, che si atteggiavano un po' troppo e, diciamocela tutta, se la tiravano anche un tantino. Questi martiri irreprensibili che non cadevano mai in tentazione, questi ricettacoli di ogni perseveranza e virtù in odore di santità erano modelli davvero troppo distanti da me perchè potessi minimamente identificarmici.
Quando invece entrava in scena uno dei sette generali infernali -nemici del Grande Mazinga- le cose assumevano subito una luce diversa. Questi personaggi erano sicuramente più veri, dotati di un' umanità senz' altro più realistica dei loro antagonisti. Sbruffoni, a volte vigliacchi, invidiosi, non sempre leali, incostanti, adulatori, ma anche capaci, senza proclami epici, di dare la vita per il proprio imperatore, che pure li aveva regolarmente puniti ad ogni fallimento. Insomma, non potevo non trepidare per le loro sorti, perchè li sentivo emotivamente coinvolgenti.
Ma il cattivo per il quale credo che avrei addirittura pianto, è un personaggio ormai mitico nell' universo degli anime nipponici, un' icona, un capolavoro di immaginazione, un' idea geniale nel doppiaggio stereofonico, un simbolo ante litteram dell'ambiguità sessuale, una miniera di sfumature caratteriali e psicologiche. Se non l'aveste capito, parlo del -rullo di tamburi- barone Ashura, subalterno del dottor Inferno e nemico del più vecchio dei Mazinga -Mazinga Z- nonchè primo cattivo delle due serie a rimanere ucciso nel " compimento del proprio dovere".  Metà uomo e metà donna, investito dal suo superiore dell' ingrato compito di conquistare la terra, Ashura mostra fin dalla sua prima apparizione un legame profondo con il dottor Inferno. Il rapporto che intercorre tra i due, infatti, ricorda molto da vicino quello di un padre severo ed esigente con un figlio volenteroso e rispettoso che fa di tutto -senza riuscirci- per compiacere il genitore. Geloso del suo fratellastro, il conte Blocken, che apparirà nel corso della serie, il barone darà sfogo a tutta una serie di stati d'animo che gli faranno guadagnare un posto di tutto rispetto nel mondo dei robot giapponesi. Lo vedremo spaventato, euforico, vanitoso, deluso, allegro, protettivo, ironico, meditabondo, fatalista e altro ancora. A me piaceva così tanto che mi divertivo, da bambino, a prendere i pennarelli e truccare il viso della mia piccola sorellina in modo che gli somigliasse, con una linea nera a dividerle il viso in due parti, una gota rossa per la metà femminile e colori scuri per quella maschile. Poi le prendevo, dai miei, ma il divertimento era impagabile...
Non ricordavo di aver mai visto che sorte fosse toccata ad Ashura ed infatti, nell'era di internet, ho scoperto che la serie di Mazinga Z non solo non è mai andata in onda fino alla fine, ma addirittura non ne è mai stato ultimato il doppiaggio.  Solo di recente, messe le mani sugli episodi inediti, in giapponese con i sottotitoli italiani, ho potuto vedere il barone, nell' estremo tentativo di riguadagnare l'affetto del suo padre-comandante Inferno, prodursi in un attacco disperato e morire tra le braccia del duca Gorgon, ulteriore nuovo " cattivo" entrato nella serie. Se ne va così, Ashura, figlio poco amato in vita, ma l'unico per il quale vedremo il dottor Inferno versare lacrime.
Per mettere fine a questo post chilometrico con un po' di allegria, vi regalo una chicca che da sola vale, come si dice, il prezzo del biglietto. Da bambinetto irriverente e curioso, effettivamente, mi ero sempre chiesto come il barone Ashura fosse fatto beh... là dove non batte mai il sole, immaginandolo dotato, che so, di un solo grande e piccolo labbro da un lato e di un testicolo dall' altro. Oggi, grazie al remake fracassone della serie, MazinKaiser, qualcosa si svela ai nostri occhi....
mercoledì, aprile 30, 2008
Hit Parade - 6°
Depeche Mode
- Enjoy The Silence -
Tra due giorni partirà a Milano la rassegna teatrale Liberi Amori Possibili, un ciclo di 8 rappresentazioni sceniche, il cui tema alla base è l' amore diverso. In pratica, si parla di pièces con storie divertenti e oniriche, introspettive e drammatiche, avanguardistiche e innovative sul complesso meccanismo dell' amore tra due persone dello stesso sesso. Se siete in zona, andate al Teatro Libero tra il 2 e il 17 maggio e magari poi fatemi sapere se vi è piaciuto ciò che avete visto.
Qui, invece, resta da raccontare il discutibile escamotage usato dall' inqualificabile assessore alla cultura, Vittorio Sgarbi, per far sì che il comune di Milano offrisse il suo patrocinio alla manifestazione. Pare infatti che il sottotitolo sia passato da "rassegna di teatro omosessuale" ad un più sussurrato "rassegna di teatro sulle diversità", occultando quindi agli occhi della cattolicissima giunta meneghina il reale contenuto della stessa. Ovviamente adesso, accortisi di ciò che avevano realmente approvato, i membri leghisti dell'amministrazione comunale lanciano dichiarazioni inviperite contro Sgarbi. Il quale replica, affermando che, se fosse stata usata, nel nome della rassegna, la parola “gay”, la delibera sarebbe rimasta ferma lì per mesi, mentre così è passata (cito testualmente) con la vaselina. E rincara la dose, il Vittorio più antipatico d' Italia, asserendo che la Moratti da una parte, nel privato, si circonda di amici gay, ma nelle vesti di sindaco, invece, si genuflette ai diktat della chiesa e di conseguenza tende ad assumere un comportamento censorio nei confronti di tutto ciò che può essere inquadrato come contrario al dogma.
La cosa che mi impressiona di più, comunque, è considerare come Sgarbi sia passato dai famosi epiteti culattoni e raccomandati al ruolo di mecenate del mondo gay. Avrà forse capito che così facendo, per quanto non sopporti gli omosessuali, guadagna molti più punti in ritorno di immagine?
Ed io che credevo fosse stupido....
martedì, aprile 15, 2008
Cine-interludio
-come distrarsi dopo le elezioni-
Ecco due classici tutti italiani per non pensare più al risultato delle urne.

Prendiamola così, che per piangere avremo molto, molto tempo...

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