...ci risiamo...

Un angolo di cyberspazio dove dare sfogo a tutto ciò che mi gira per la testa. Il mio dermatologo ha detto che previene la pelle a buccia d'arancia e la desquamazione cutanea...
Scherzi a parte, dopo oltre 2 anni di assenza è bello ritornare a scrivere di piccole e grandi cose, siano esse frivole e intimiste o impegnate e di interesse generale.
Io sono Salvatore, Leo per gli amici, wilDBoy su splinder. Se vuoi conoscere qualcosa in più su di me e sul mio surreale mondo qui a sud, puoi andare anche qui, se invece non può fregartene di meno... bhe fatti almeno giro e se vuoi lascia pure un commento.




sabato, maggio 10, 2008


Hit Parade - 5°


The Eagles-Hotel California



Post dedicato al compianto barone Ashura.
Che se magari avesse conquistato la terra...
Chissà se non sarebbe stata un luogo migliore!

Non sono mai stato una gran divoratore di cartoni animati.
Ahimè, a nove anni preferivo leggere Omero o Stevenson e giocare a biglie, piuttosto che guardare le televisione come un normale bambino degli anni '80 avrebbe dovuto fare. l'odiosa marmocchiaEd è per questo motivo, quindi, che oggi la mia nostalgia in tema di anime giapponesi (come dice mio nipote, è da somari chiamarli cartoni animati) è limitata a 3 o 4 titoli facilmente, peraltro, reperibili. All' epoca, infatti, impazzivo per i Mazinga, litigando con mia sorella, la quale non aveva occhi se non per Candy Candy e per quell' allucinante concentrato di inutile nullità colorata, chiamato Iridella, a tutt' oggi secondo me il cart... ehm... l'anime più brutto mai apparso sugli schermi.

E se per un maschietto era normale, a quell' età, appassionarsi ai robot giapponesi, non era altrettanto normale fare un tifo spudorato ed accanito per i cattivi di turno, nella palpitante speranza che distruggessero una volta per tutte quell' odiosissimo automa bianco e nero. I vari nemici dei 2 Mazinga, per me, erano di gran lunga più interessanti e divertenti della noiosa combriccola dei buoni, che si atteggiavano un po' troppo e, diciamocela tutta, se la tiravano anche un tantino. Questi martiri irreprensibili che non cadevano mai in tentazione, questi ricettacoli di ogni perseveranza e virtù in odore di santità erano modelli davvero troppo distanti da me perchè potessi minimamente identificarmici.

i 7 generali

Quando invece entrava in scena uno dei sette generali infernali -nemici del Grande Mazinga- le cose assumevano subito una luce diversa. Questi personaggi erano sicuramente più veri, dotati di un' umanità senz' altro più realistica dei loro antagonisti. Sbruffoni, a volte vigliacchi, invidiosi, non sempre leali, incostanti, adulatori, ma anche capaci, senza proclami epici, di dare la vita per il proprio imperatore, che pure li aveva regolarmente puniti ad ogni fallimento. Insomma, non potevo non trepidare per le loro sorti, perchè li sentivo emotivamente coinvolgenti.

Ma il cattivo per il quale credo che avrei addirittura pianto, è un personaggio ormai mitico nell' universo degli anime nipponici, un' icona, un capolavoro di immaginazione, un' idea geniale nel doppiaggio stereofonico, un simbolo ante litteram dell'ambiguità sessuale, una miniera di sfumature caratteriali e psicologiche. Se non l'aveste capito, parlo del -rullo di tamburi- barone Ashura, subalterno del dottor Inferno e nemico del più vecchio dei Mazinga -Mazinga Z- nonchè primo cattivo delle due serie a rimanere ucciso nel "compimento del proprio dovere". barone Ashura Metà uomo e metà donna, investito dal suo superiore dell' ingrato compito di conquistare la terra, Ashura mostra fin dalla sua prima apparizione un legame profondo con il dottor Inferno. Il rapporto che intercorre tra i due, infatti, ricorda molto da vicino quello di un padre severo ed esigente con un figlio volenteroso e rispettoso che fa di tutto -senza riuscirci- per compiacere il genitore. Geloso del suo fratellastro, il conte Blocken, che apparirà nel corso della serie, il barone darà sfogo a tutta una serie di stati d'animo che gli faranno guadagnare un posto di tutto rispetto nel mondo dei robot giapponesi. Lo vedremo spaventato, euforico, vanitoso, deluso, allegro, protettivo, ironico, meditabondo, fatalista e altro ancora. A me piaceva così tanto che mi divertivo, da bambino, a prendere i pennarelli e truccare il viso della mia piccola sorellina in modo che gli somigliasse, con una linea nera a dividerle il viso in due parti, una gota rossa per la metà femminile e colori scuri per quella maschile. Poi le prendevo, dai miei, ma il divertimento era impagabile...
Non ricordavo di aver mai visto che sorte fosse toccata ad Ashura ed infatti, nell'era di internet, ho scoperto che la serie di Mazinga Z non solo non è mai andata in onda fino alla fine, ma addirittura non ne è mai stato ultimato il doppiaggio. barone AshuraSolo di recente, messe le mani sugli episodi inediti, in giapponese con i sottotitoli italiani, ho potuto vedere il barone, nell' estremo tentativo di riguadagnare l'affetto del suo padre-comandante Inferno, prodursi in un attacco disperato e morire tra le braccia del duca Gorgon, ulteriore nuovo "cattivo" entrato nella serie. Se ne va così, Ashura, figlio poco amato in vita, ma l'unico per il quale vedremo il dottor Inferno versare lacrime.

Per mettere fine a questo post chilometrico con un po' di allegria, vi regalo una chicca che da sola vale, come si dice, il prezzo del biglietto. Da bambinetto irriverente e curioso, effettivamente, mi ero sempre chiesto come il barone Ashura fosse fatto beh... là dove non batte mai il sole, immaginandolo dotato, che so, di un solo grande e piccolo labbro da un lato e di un testicolo dall' altro. Oggi, grazie al remake fracassone della serie, MazinKaiser, qualcosa si svela ai nostri occhi....

 




mercoledì, aprile 30, 2008


Hit Parade - 6°


Depeche Mode


- Enjoy The Silence -


Tra due giorni partirà a Milano la rassegna teatrale Liberi Amori Possibili, un ciclo di 8 rappresentazioni sceniche, il cui tema alla base è l' amore diverso. In pratica, si parla di pièces con storie divertenti e oniriche, introspettive e drammatiche, avanguardistiche e innovative sul complesso meccanismo dell' amore tra due persone dello stesso sesso. Se siete in zona, andate al Teatro Libero tra il 2 e il 17 maggio e magari poi fatemi sapere se vi è piaciuto ciò che avete visto.

Qui, invece, resta da raccontare il discutibile escamotage usato dall' inqualificabile assessore alla cultura, Vittorio Sgarbi, per far sì che il comune di Milano offrisse il suo patrocinio alla manifestazione. Pare infatti che il sottotitolo sia passato da "rassegna di teatro omosessuale" ad un più sussurrato "rassegna di teatro sulle diversità", occultando quindi agli occhi della cattolicissima giunta meneghina il reale contenuto della stessa. Ovviamente adesso, accortisi di ciò che avevano realmente approvato, i membri leghisti dell'amministrazione comunale lanciano dichiarazioni inviperite contro Sgarbi. Il quale replica, affermando che, se fosse stata usata, nel nome della rassegna, la parola “gayâ€, la delibera sarebbe rimasta ferma lì per mesi, mentre così è passata (cito testualmente) con la vaselina. E rincara la dose, il Vittorio più antipatico d' Italia, asserendo che la Moratti da una parte, nel privato, si circonda di amici gay, ma nelle vesti di sindaco, invece, si genuflette ai diktat della chiesa e di conseguenza tende ad assumere un comportamento censorio nei confronti di tutto ciò che può essere inquadrato come contrario al dogma.

La cosa che mi impressiona di più, comunque, è considerare come Sgarbi sia passato dai famosi epiteti culattoni e raccomandati al ruolo di mecenate del mondo gay. Avrà forse capito che così facendo, per quanto non sopporti gli omosessuali, guadagna molti più punti in ritorno di immagine?

Ed io che credevo fosse stupido....




martedì, aprile 15, 2008


Cine-interludio


-come distrarsi dopo le elezioni-

Ecco due classici tutti italiani per non pensare più al risultato delle urne.

 

Prendiamola così, che per piangere avremo molto, molto tempo...




lunedì, aprile 07, 2008


Hit Parade - 7°


U2-Sunday, Bloody Sunday


Kabum!!!

No, non è propriamente un' esplosione, ma il nome di una disco gay poco lontana da qui, che ha, tra le sue gradite peculiarità, quella di essere frequentata anche da tanti eterosessuali open mind, e che funge, quindi, un po' da ponte tra due mondi che spesso si guardano solo attraverso reciproci cliché.
Kabum, dicevo, perchè sabato scorso finalmente mi sono rimesso -letteralmente- in pista a chiusura di un periodo difficile e non potevo tralasciare di farvene un resoconto. Beh, magari potevo, è vero, ma ormai ho buttato giù ben 7 righi di questo post (se non avete la risoluzione 1024x768 e vi risulta un dato diverso non è colpa mia, brutti pignoli), per cui mi sono guadagnato il diritto di sproloquiare fino in fondo.

Kabum, con la serata dal tema I Segreti Di Brokeback Mountain, ma più che altro con Il Segreto della Simpatica Barista, alla quale chiedo un Long Island appena arrivato. Nel momento in cui la vedo versare, dopo un intruglio di alcolici, della coca-cola nel mio bicchiere, immagino non mi abbia capito, in effetti la musica è alta... Non sono uno dalle proeste facili, io, per cui faccio di necessità virtù e mando giù l'elisir caramelloso che mi ha propinato, ripromettendomi però un secondo round, con la tipa, più avanti. Intanto mi guardo attorno. Un quartetto di vecchie glorie, subito ribattezzato da un mio sensibile e poetico amico "Villa Arzilla", furoreggia al centro della pista. Sono tutti sulla cinquantina, ma si muovono perfettamente a proprio agio, sorridenti e sicuri, in un ambiente assolutamente giovanile. E quando dei ragazzetti decisamente giovani fanno il loro ingresso, mi ritrovo a pensare che la differenza di età tra loro e noi è di poco inferiore a quella che passa tra noi e i cinquantenni e all'improvviso la battuta del mio amico non mi sembra più tanto divertente.

Kabum, tempio del lesbo-chic. Quando vedo due ragazze esili, slanciate, femminili e provocanti baciarsi alla francese, con un trasporto senza eguali, stento a crderci. Fino a questo momento ho sempre associato la figura delle lesbiche a quella di camioniste mascoline dai modi rudi, almeno così erano le poche frequentatrici di altri postacci che bazzicavo in gioventù (ho visto cose che voi umani non potreste immaginare, come diceva Selen): le uniche donne straripanti femminilità, che ho apprezzato scambiarsi effusioni, erano solo quelle nei film di Rocco Siffredi! Spero quindi di essere perdonato per averci messo una vita ad abbattere questo mio personale cliché. Per superare cotanto stupore, ritorno dalla simpatica barista e chiedo un secondo Long Island. Stavolta scandisco per bene le parole e mi accerto che abbia inteso bene, ma la coca-cola finisce di nuovo nel mio bicchiere. A questo punto le chiedo spiegazioni, ma lei fa un sorriso da figlia di buonadonna e dice che non sente. Ripeto la domanda, urlando, e continua a far finta di non capire, con un sorriso sempre più sarcastico stampato sul viso. C'è una calca indescrivibile, ragion per cui, elegantemente, getto la spugna e mi limito, con fare raffinato, a mostrarle la mano destra con il dito medio alzato, sorridendo a mia volta. Lei non si scompone e mi manda un bacio, prima di mettersi a servire un ragazzo pettinato come Cristiano Malgioglio.

Kabum, vietato fermarsi, stanotte. I miei amici sono stanchi, lo vedo, e anch'io, dopo una giornata particolarmente difficile, non sono al meglio, ma i cinquantenni sono andati via, stremati, e i ragazzetti ballano scatenati, ancora, irriducibili. No, non me ne andrò prima di loro. Facciamogli vedere chi siamo. L'età rende anche stupidi, lo so, oltre che egocentrici. Eccoci di nuovo in pista, ci muoviamo, saltiamo, urliamo, annulliamo tutta la fatica accumulata.

L'alba è in agguato.
Ma sono vivo.




lunedì, marzo 31, 2008


Hit Parade - 8°


Blue Oyster Cult


- Don't Fear The Reaper -


Posto, ergo sum.

No, non mi hanno staccato la linea, non mi ha travolto un camion e neppure ho trovato, in quest' ultimo mese e rotti di assenza, un nuovo amore mediatico. Non chiedetemi perchè sono sparito, quindi, e, soprattutto, perchè non ho potuto fare a meno di tornare. E per parlare di che cosa, poi?

Iniziamo da qui. Si chiama Summer Storm (Tempesta Estiva, dall' originale tedesco Sommersturm), non è recentissimo -datato 2004- e si tratta di un gradevolissimo film incentrato sulla (auto)accettazione dell' omosessualità. Una storia ben ritmata, senza zucchero, ma allegra e a tratti drammatica, con un finale che volutamente sottintende l'inizio di percorsi ben più impegnativi. In Italia non è mai stato distribuito e non mi risulta sia nemmeno stato doppiato, ma, anche se solo sottotitolata, questa pellicola trasmette bene quella ragnatela fatta di paure, di piccole ed enormi bugie, di speranze impossibili e voglia di scoprire la sessualità, che nell'adolescenza hanno accompagnato, in misura diversa, un po' tutti noi. Bravi gli attori, bravo il regista (un esordiente Marco Kreuzpaintner), ottima la fotografia, qualche sbavatura nella sceneggiatura, dove alcune situazioni appaiono un po' forzate. Nel complesso una buona produzione, un film da vedere.

Dove reperire Summer Storm? Arrangiatevi, così come ho fatto io...





Heracleum blog & web tools



...scatti...

www.flickr.com
Questo è un badge Flickr che mostra le foto pubbliche di wildle0. Crea il tuo badge qui.


Gli ultimi commenti:

iacopo192 in Hotel California
TR3 in Hotel California



SCELTI PER VOI

[:nybras]
MuloAccademico
Meta(llica)fisica
X-Pumpkin voices tour
la stanza del matto
ScratBlog
:gianl
Atarax7
Huomo
La casa dei girasoli
Liberi di essere liberi
Kemiro
Findarto
Tiphareth
Jezabel
Malacarne


Siti web:

www.ansa.it
www.html.it
www.spot80.it
www.hypertrek.org
www.warnews.it
www.gayclic.com
splattercontainer.com


I post(s) in categorie:

cattolici & friends
leo è così
mastella
ordinary gay
porcherie
qua e là
qui a sud
ripescati dal passato
tracce di vita